Tenuta di San Rossore - Pisa

Il Parco

La Tenuta si estende su circa 5 mila ettari nell’area del parco naturale San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli. Situata fra l’Arno e il Serchio, lambita a ovest per cinque chilometri dal mare, la Tenuta presenta una flora e una fauna ricchissime, da sempre oggetto di studi per i molti aspetti di rarità che la caratterizzano. Quella che in antico veniva chiamata Selva Pisana ha subito nel XVII secolo, ad opera della famiglia Medicea, affittuaria della Tenuta (che era di proprietà del Capitolo dei Canonici), un importante impianto di pino che, nel tempo, ha caratterizzato l’intero territorio. Si calcola che oggi l’area sia occupata da non meno di un milione di pini, una presenza che rende l’aria profumata e salubre. La parte boscata – circa un terzo dell’intero territorio - si completa con varie specie ad alto fusto: faggi, ontani, querce, lecci in grandissimo numero, pioppi. La fauna è altrettanto ricca. Si calcola che siano presenti nella Tenuta circa 250 specie animali, dai grandi esemplari (cinghiali e daini), alle tante varietà di uccelli, fino ai microorganismi che abitano le parti umide.

San Rossore. Un ristorante fra natura e storia

l ristorante ‘L’Ippodromo’ si colloca al centro del ‘Prato degli Escoli’, un nome che deriva dalle querce che in antico occupavano quest’area posta nel cuore della tenuta di San Rossore. La pista da corsa per i cavalli purosangue fu realizzata da Leopoldo II di Lorena nel 1829 mentre la nascita dell’ippodromo risale all’anno 1854.

Da sempre la sua gestione è della società Alfea. Fu solo nel 1973 che nell’area detta, appunto, ‘del prato’ nacque un ristorante. Da molti anni il locale è gestito da Marco e Stefano Gorini che hanno ‘pescato’ nella tradizione della parco per realizzare menu che in larga parte attingono ai prodotti offerti dall’ambiente.

Il ristorante ‘L’Ippodromo’ è una struttura capace di accogliere fino a 240 persone e si presta pertanto in maniera esemplare per cerimonie, anche le più importanti! Il ‘Ristorante L’Ippodromo’ è in grado di offrire al suo pubblico uno scenario irripetibile rappresentato dalle pinete che lo circondano e, sullo sfondo, dalla linea delle Apuane. Il tepore delle sue sale nella stagione invernale, e la leggera brezza marina nelle stagioni più calde, che consente comunque l’apparecchiatura all’aperto, fanno del ristorante ‘L’Ippodromo’ un luogo ideale per l’accoglienza in ogni stagione dell’anno.

La storia di San Rossore

Entrare nella Tenuta per un incontro conviviale nel ristorante ‘L’Ippodromo’ significa respirare anche la grande storia di San Rossore. E’ una vicenda umana che inizia attorno all’anno Mille quando la Tenuta fu rifugio delle popolazioni spinte verso i boschi dalle invasioni barbariche e dalle pestilenze: una presenza umana che è testimoniata dal monastero di San Luxorio, che dà il nome alla Tenuta, costruito intorno all’XI secolo e purtroppo distrutto – e mai più ricostruito – dai bombardamenti aerei nel 1944. Dopo la presenza dei granduchi Medicei e poi della Casa Lorenese, con l’Unità d’Italia e i referendum di adesione al nuovo regno d’Italia dell’11 e del 12 marzo 1860, la Tenuta di San Rossore divenne patrimonio in dotazione alla Casa Sabauda. Il nuovo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, fu un assiduo frequentatore della Tenuta realizzandovi – come in seguito faranno anche il figlio Umberto I e il nipote Vittorio Emanuele III – numerosi interventi. I Savoia, pur piemontesi, parteciparono con grande trasporto anche affettivo alla vita della Tenuta nella quale posero la residenza per numerosi periodi dell’anno. Il referendum del 2 giugno 1946 trasformò la forma istituzionale dello Stato italiano. Dopo una breve presenza del Demanio, nel 1956, con Giovanni Gronchi, la Tenuta entrò nei beni in dotazione alla Presidenza della Repubblica. Soltanto 43 anni dopo passò alla Regione Toscana che ne affidò in seguito la gestione all’Ente Parco.